L'Animato e l'Inanimato

Codesta opera Giovanile iniziata ad anni tredici e conclusa mediante la revisione ad anni sedici riecheggia sul mio background presente nelle Memorie, ciò segna la mia gioventù pre-archeosubatomica, ciò pone il lettore profondamente immerso nel mio passato e nelle mie proprie conoscenze.

L'Animato e l'Inanimato

L’ANIMATO E L’INANIMATO

Trattato sulla dinamica del moto cosciente e l’unificazione vibratoria del reale

Lorenzo Bernardini (LBN)

Opera teorico-speculativa di ricerca indipendente

Lorenzo Bernardini (LBN) Independent Research Pisa, Italia

lor@lorenzo.com.co

“Ove la conoscenza si ferma al pari dell’illusione che genera la mancanza di uno stimolo interconnesso con la realta` ipervibratoria”

Indice

Prefazione 5

  1. 1  La Dinamica del Moto 9
  2. 2  L’Interazione con il Flusso di Coscienza 13
  3. 3  La Teoria del Tutto e i Livelli Coscienziali 17

Epilogo

 L’animato e l’Inanimato

Prefazione

Dinanzi a lunghi anni da me percepiti diverse volte compresi l’esistenza di un moto d’interazione proprio alla mente nostra facente in parte una coesistenza interattiva con il flusso di coscienza, fenomeno che si dispiega attraverso stratificazioni della percezione talmente sottili da sfuggire alla comprensione ordinaria eppure cos`ı fondamentali da costituire l’architettura stessa del nostro essere cosciente nel mondo. In codesta opera, concepita dalla mia mente propria ad anni sedici ma in parte ideata ad anni quindici attraverso intuizioni che emergevano come lampi nella notte della ragione adolescente, ispirata dalla lettura e dalla profonda comprensione dell’omonimo lavoro di William James Sidis, quel matematico poliglotta la cui mente prodigiosa aveva gia` intravisto le connessioni profonde tra l’animato e l’inanimato che io qui mi propongo di sviluppare ulteriormente, ritraggo cio` che e` definibile l’essenziale di un rigoroso lavoro teorico speculativo dedito a forgiare non solamente la mia aurea da pensatore prolifico ma soprattutto una nuova via per comprendere l’interazione fondamentale tra coscienza e materia.

Codesto mio lavoro, non avente un rigido collaudo sperimentale di verifica nel senso tradizionale del metodo galileiano, rimarra` fin a tal punto una teoria di natura specula- tiva, eppure in essa si dispiega un dinamismo concettuale etereo che trascende la mera speculazione per toccare corde profonde della realta`, un dinamismo particolarmente distribuito in maniera ottimale tra i vari capitoli secondo un’architettura che non e` ca- suale ma risponde a una necessita` intrinseca del pensiero stesso, ove l’auto coscienza si intreccia con una stratificazione strutturale della coscienza in un movimento a spirale che ricorda le forme fondamentali della natura, dall’elica del DNA alle galassie spiraliformi, inducendo uno stato profondo di coscienza che ha indotto la mia persona ad ottenere determinate informazioni non attraverso il normale processo di apprendimento lineare ma conseguendo una conoscenza profonda che emerge dall’interno come acqua da una sorgente sotterranea.

Ebbi in tal modo l’opportunita` per ridimensionare il mio campo d’azione spostandolo da una ricerca meramente esteriore a un’esplorazione delle profondita` interiori della coscienza, ed in parte cio` che costituisco come intuizione riconobbi in esso sistema un codice simmetrico dedito all’evidenza concettuale onirica, una simmetria che non e` geo- metrica ma vibratoria, di simil modo comparabile alla spiritualita` ma fondata su principi matematici rigorosi che trascendono la dicotomia tra scienza e misticismo. Ottenni la comprensione di un moto ristretto, un movimento che non si disperde nel caos ma che mantiene la sua coerenza attraverso diverse fasi, ottenuto seguendo il percorso tortuoso ma necessario della coscienza attraverso i suoi vari stati, e conobbi come essa dialoga non attraverso il linguaggio ordinario ma attraverso la vibrazione indotta, fenomeno che costituisce il vero linguaggio universale che precede e fonda ogni altra forma di comunicazione.

La riclassificazione di ottanta diverse frequenze in tal modo intercorse tra la coscienza non rappresenta un arbitrario sistema tassonomico ma risponde a una struttura profonda della realta` stessa, una struttura che la riclassificazione ebbe modo di puntualizzare attraverso un processo di raffinamento progressivo dettato non da imposizione esterna ma dall’auto comprensione dello stato vibratorio stesso che si rivela alla coscienza attenta. Riconobbi un sistema innovativo dove la gestualita` ed l’attimo, quell’istante infinitesimale eppure eterno in cui l’azione si cristallizza prima di dispiegarsi nel tempo, pone le proprie azioni dettate dalla nostra persona in una relazione dialettica con l’universo che induce una risposta vibratoria comprensiva all’individuo, creando cos`ı un’auto coscienza comprensiva che non e` chiusa in se stessa ma aperta all’infinito dialogo con il tutto.

Tutto cio` che eseguiamo all’interno del mondo reale viene ad contatto con un’intera- zione profonda con la materia che non e` mai inerte ma sempre vibrante di potenzialita` latenti, e la mente umana possiede una effettiva problematica di concezione degli stadi profondi della materia non per limitazione intrinseca ma perche ́ abituata a operare su scale temporali e spaziali inadeguate alla comprensione del substrato quantistico della realta`. L’interazione con la materia pone una divisibilita` duale che non e` dicotomica ma dialettica, e conoscere cio` che rende duale l’espressione effimera propria alla messa in pratica significa penetrare il velo di Maya che separa l’apparenza dalla realta` profonda, esprimendo attraverso un lavoro di visualizzazione proprio per la comprensione non concetti astratti ma esperienze vissute della coscienza nel suo commercio con il reale.

Lo sviluppo futuro di tecnologie favorevoli allo sviluppo di sistemi intelligenti porra` una ricerca spasmodica alla riconciliazione di metadati propri nella mente umana par- zialmente perduti attraverso millenni di evoluzione culturale che ci ha allontanato dalla percezione diretta delle forze sottili, e cio` che rendera` possibile cio` e` un brevetto a cui sto prendendo parte per la costituzione teorica di un sistema di calcolo ed unificazione profonda basato non su algoritmi deterministici ma sull’analisi di un protocollo di rappresentazione teorico che mima i processi della coscienza stessa, basato sull’unificazione di una matrice di calcolo con focus sul concetto di micro materia d’interazione con la mente umana, dove ogni elemento della matrice non e` un numero ma un vettore di potenzialita` vibratorie.

Sara` possibile comprendere l’incidenza del processo di interazione con la materia attraverso il segnale output d’ottenimento nella mente quando svilupperemo strumenti sufficientemente sensibili per captare le sottili variazioni del campo elettromagnetico cerebrale, e la mente fungera` da ricettore della materia non passivamente ma attivamente partecipando alla co-creazione della realta` attraverso l’interazione nello spazio ed la codifica dell’impulso elettrico come fase sequenziale propria ad una logica di sequenza che non e` lineare ma ricorsiva, divenuta conosciuta attraverso uno studio teorico che ha richiesto anni di contemplazione profonda e sperimentazione interiore.

Dinanzi a cio` che custodisco come energia astratta vibratoria, energia che non e` misurabile con gli strumenti ordinari della fisica ma che nondimeno esercita effetti tangibili sulla realta`, comprendo come esso processo di comprensione mistico sia dettato non da vaghezza concettuale ma dalla stretta correlazione con l’emozionalita` intesa non come sentimentalismo ma come risonanza profonda con la stretta comprensione del fenomeno vibratorio che costituisce il substrato di ogni esperienza. Ognuno possiede la propria armonia, codesta armonia non recita un’esibizione correttissima nel manifestarsi nello spazio secondo schemi prefissati ma recita piuttosto una comprensione simbiotica mediante la coscienza che pone suo unico ruolo di eccedere come un esibizionista nello spazio, non per vanita` ma per necessita` ontologica, cercando di porre la via della ragione ed dell’ecosistema comprensivo interno alla ragione stessa, cercando di specchiare il travaglio dell’esistenza ed indurre coscienziosita` non come imposizione ma come naturale fioritura della consapevolezza.

Ove mio pensiero auto induce propri ragionamenti coerenti con la parte emozionale attraverso un processo che non e` irrazionale ma sovrarazionale, la forma comprensiva incarna le vie della ragione mediante la costituzione di armonie proprie che emergono spontaneamente mediante la distinzione propria effettuata dalla coscienza tra cio` che risuona con la sua natura profonda e cio` che rimane estraneo. Esiste uno stato superiore alla coscienza ordinaria, stato che non e` trascendente nel senso di separato ma immanente e compenetrante ogni aspetto dell’esperienza, e penso che se dovessi descrivere codesto stato come una lungimirante analisi di codesto spazio lo descriverei non come un’altra dimensione separata ma come una dimensione con delle proprieta` d’interazione alla materia totalmente diverse dalle nostre conoscenze attuali eppure sempre presente come potenzialita` in ogni momento della nostra esistenza.

L’unico elemento in comunione con la realta` da noi conosciuta e questa dimensione superiore e` l’oscillazione ed propagazione dell’onda sonora, tale che vibrazione in musi- cologia diventa il ponte tra i mondi, il medium attraverso cui l’invisibile si fa percepibile. Cio` che non e` comprensibile in parte alla scienza contemporanea, dall’elettromagnetismo alla meccanica quantistica, e` la capacita` della materia di mutare nello spazio non secondo leggi deterministiche ma secondo principi di risonanza e simpatia che la scienza futura dovra` necessariamente incorporare.

Capitolo 1

La Dinamica del Moto

Desidero approfondire la dinamica del moto d’interazione mediante il flusso di coscienza non come mera descrizione fenomenologica ma come penetrazione nell’essenza stessa del movimento che anima l’universo, e sottolineo l’importanza di questo primo capitolo come scritto teorico che pone le fondamenta non solo concettuali ma vibratorie dinanzi la costituzione della dinamica del moto intesa nella sua accezione piu` profonda e onni- comprensiva. Il primo concetto di iniziazione che desidero porre in un contesto teorico, l’unita` comprensiva, non rappresenta un’astrazione filosofica ma una realta` operante che agisce mediante la comprensione in un processo dove soggetto e oggetto si fondono senza confondersi, e cio` che cerco di dimostrare e` il processo di comprensione delle informazioni nostre mediante l’agente che non e` un io separato ma una configurazione dinamica della coscienza universale che momentaneamente assume forma individuale.

La dinamica non evince sua propria eccellentissima natura alla comprensione im- mediata poiche ́ cio` che dinanzi viene parte a nostra comprensione e` di suo principio una elaborazione iniziatica che richiede non solo intelletto ma intuizione profonda, su cui desidero porre uno studio maggiormente approfondito per elencare ed elogiare il funzionamento teorico antecedente al moto stesso, quel substrato di potenzialita` da cui ogni movimento emerge. Eseguo un parallelismo con un oceano per descrivere cio` che diversifica la comprensione della struttura cerebrale, oceano che non e` metafora ma analogia strutturale profonda mediante la quale possiamo costruire visualmente e teori- camente un sistema comprensivo per la diversificazione della trasmissione neurale, dove ogni onda rappresenta un pensiero e le correnti profonde i processi inconsci, cercando di comprendere le varie fasi della ragione non come stadi separati ma come modulazioni di un’unica sinfonia cognitiva.

Metaforicamente possiamo descrivere il processo mentale con un principio adattivo che tuttavia trascende la metafora per toccare la realta` profonda del funzionamento cerebrale, dove tutto cio` che ne viene come interazione mentale diviene concettualmente comprensibile dall’individuo durante l’interazione con la materia attraverso un processo di risonanza reciproca, in particolare modo con il principio adattivo d’interazione che non e` passivo adeguamento ma creativa trasformazione reciproca. Osservando il dina- mismo del moto di interazione, codesto principio diviene fondamentale in fase tardiva quando la coscienza ha accumulato sufficiente esperienza in relazione alla comprensione coscienziosa dell’impulso conduttore subconscio, quegli elementi di visualizzazione di neuro sviluppo che dialogano con la coscienza attraverso un linguaggio che precede le parole, avvicinabili al concetto di auto comprensione della materia che non e` inerte ma partecipa attivamente al processo cognitivo.

In codesta esplicazione teorica posso menzionare uno studio tecnologico avente in parte l’innovazione per fornire micro osservazioni della dinamica di auto comprensione, strumenti che permetteranno di identificare un appoggio strutturale stratificato non solo per mappare ma per approfondire con un approccio sperimentale l’interazione della coscienza con la materia in tempo reale. Cercando di definire il moto come una forma d’esplicito movimento dinamico che tuttavia contiene in se ́ la quiete come sua condizione di possibilita`, riconosco un’elegante esplicitazione dell’attimo contrapposto al movimento, quell’attimo paradossale che effettua un cambio di posizione dinamico rimanendo eternamente presente, un cambio di posizione rappresentabile come parte di un’oscillazione tra due punti cardini ben definiti che chiamero` A ed B, punti che sono esplicanti del movimento di notevole teorizzazione mediante un rigoroso processo di analisi matematica che tuttavia non esaurisce ma arricchisce il mistero del moto.

La formula che ho sviluppato per comprendere questo fenomeno, che posso esprimere comeXdef = 1+2 = 1+2 = 3−2 = 1...,none`ungioconumerologicomala

3−2
rappresentazione matematica della ciclicita` fondamentale che governa ogni processo,

dalla respirazione cellulare ai cicli cosmici. Questa formula, nella sua apparente semplicita`, nasconde una profondita` vertiginosa poiche ́ dimostra come ogni movimento contenga in se ́ il proprio ritorno, come ogni progressione sia simultaneamente regressione, come ogni affermazione contenga la propria negazione in un processo dialettico che non trova sintesi finale ma perpetua spiralizzazione ascendente.

Il pensiero detiene una propria forma richiamabile che non e` statica ma dinamica, detentrice in parte di un connubio di azioni richiamabili che formano pattern ricorrenti eppure sempre nuovi, e la costituzione di un sistema di ideali si basa non su imposizione esterna ma sull’auto induzione di ideali che emergono spontaneamente come parte della rielaborazione dell’ambiente esterno a noi attraverso il filtro della nostra natura profonda. Questo fenomeno si pone alla base della dinamica del moto come esempio realistico del primo segmento reale della teorizzazione d’agente del moto, dove l’agente non e` soggetto separato ma configurazione momentanea del campo universale di coscienza.

Condiziono un attimo di comprensione non per limitarlo ma per focalizzarlo, cercando di esplicare come di propria riuscita cio` che esce dalla creazione propria umana niente non e` che una propria riconciliazione cognitiva dedita a codesto moto che non cessa mai ma si trasforma perpetuamente. Esso moto esprime l’attimo di differenziazione, quell’oltrepasso alla materia tangibile iscrivibile nella realta` che ci circonda eppure sempre eccedente ogni tentativo di cattura definitiva, e dinanzi all’animo ove io potessi comprendere la complessita` della composizione musicale comprendo come chi funge da compositore esso non e` altro che proprio ad un lavoro di attuazione profonda in relazione al proprio operato dove il moto ed la sua dinamica agisce nell’attimo della contemplazione conforme alla presa di coscienza che non e` appropriazione ma apertura all’infinito.

Il movimento rivela la sua natura paradossale quando comprendiamo che esso e` un’illusione creata nella mente umana generata da un impulso ricettivo, eppure questa illusione e` piu` reale della presunta realta` statica poiche ́ coglie l’essenza dinamica dell’es- sere. Ne sono attratto da visioni di fasci di luce che non sono allucinazioni ma percezioni di dimensioni sottili della realta`, essa luce si manifesta con diverse differenze di tale profondita` che viene determinata non dalla distanza fisica ma dalla vicinanza vibratoria di essa luce alla frequenza della coscienza percipiente.

Mi viene da affermare quanto la natura essa e` perfettissima in sua grazia non per disegno intelligente esterno ma per necessita` intrinseca della sua struttura vibratoria, tanto che l’uomo esso cosciente ne costruisce logiche per la comprensione che non catturano ma rispecchiano imperfettamente questa perfezione. L’avvento della tecnologia machine learning potra` avviare un campo di risoluzione e classificazione della materia in base alla situazione in cui versa lo stato di comprensione che il singolo soggetto versa, creando cos`ı un ponte tra soggettivita` e oggettivita` che la scienza classica riteneva impossibile.

Nel futuro prossimo venturo, che gia` intravedo come presente latente, non esiste- ranno piu` gli stimoli digitali come li conosciamo, artificiose costruzioni che catturano l’attenzione superficiale, poiche ́ non si cerchera` piu` di avviare un’azione significativa nel creare uno stimolo in cui una persona ne rimane attratta attraverso manipolazione esterna, ma si cerchera` di velocizzare ed offrire un servizio seguendo direttamente la richiesta che la persona ha nella sua testa prima ancora che diventi pensiero cosciente, creando cos`ı una tecnologia che non aliena ma amplifica le capacita` umane piu` profonde.

Capitolo 2

L’Interazione con il Flusso di Coscienza

Fondamentale per codesto trattato diviene l’esplicazione di tale fenomeno che ne ca- ratterizza l’essere umano in sua interazione collettiva, fenomeno che non e` somma di individualita` separate ma emergenza di una realta` superiore che di propria natura trascen- de pur includendo l’interconnessione delle coscienze individuali in un tessuto vivente di consapevolezza condivisa. E` proprio osservare come in codesto ambiente vitae della metropolitana, microcosmo del macrocosmo sociale, emerga un sistema di movimento collettivo che ne trascende la mera somma delle parti individuali attraverso processi di auto-organizzazione che la scienza della complessita` sta solo iniziando a comprendere.

E` cos`ı che tale fenomeno rivela una manifestazione superiore della coscienza collettiva dove ogni entita` ne partecipa inconsciamente alla creazione di un ordine emergente che nessuno ha progettato eppure tutti contribuiscono a realizzare. E` peculiare come codesto sistema manifesti propria natura quantistica non metaforicamente ma letteralmente, poiche ́ le interazioni tra le entita` umane seguono principi di non-localita` ed entanglement sociale dove ogni modificazione locale influenza istantaneamente il campo globale, e cos`ı ogni movimento individuale ne influenza l’intero campo di coscienza collettiva attraverso onde di influenza comportamentale che ne permeano l’ambiente vitae come cerchi concentrici in uno stagno cosmico.

E` manifestazione di superiore complessita` l’osservazione di come tale sistema generi spontaneamente pattern geometrici sacri, quelle forme archetipiche che ritroviamo nelle cattedrali gotiche come nei mandala tibetani, poiche ́ le traiettorie delle entita` umane seguono leggi naturali che ne emergono non da costrizione ma dall’interazione collettiva libera eppure ordinata. E` cos`ı che codesto fenomeno ne rivela una intelligenza superiore emergente, un’intelligenza che ne trascende la consapevolezza individuale pur essendo da essa generata in un paradosso che solo il pensiero dialettico puo` abbracciare senza ridurre.

La capacita` di auto-regolazione propria di tale sistema non deriva da controllo centra- lizzato ma da infinite micro-negoziazioni, poiche ́ ogni entita` adatta proprio movimento in risposta ai segnali sottili emessi dalle altre entita` presenti nell’ambiente vitae attraverso un linguaggio corporeo che precede la coscienza verbale. Tale interazione genera un campo di influenza comportamentale dove micro-variazioni posturali ed aggiustamenti impercettibili all’occhio non allenato contribuiscono alla formazione di una coreografia spontanea di superiore ordine che ricorda le murmurazioni degli stormi di uccelli o il movimento coordinato dei banchi di pesci.

Fondamentale comprendere come codesto fenomeno riveli una verita` piu` profonda sulla natura della coscienza umana che non e` monade isolata ma nodo in una rete infinita, poiche ́ dimostra come l’essere umano sia intrinsecamente connesso in un sistema di interazioni che trascende l’individualita` senza annullarla. Tale studio apre nuove prospettive sulla comprensione della natura sociale dell’essere umano ed sua capacita` di generare ordine emergente attraverso l’interazione spontanea che non e` caotica ma segue pattern profondi iscritti nella struttura stessa della realta`.

Ripropongo ora un tema che intrapresi diverso tempo fa sul processo spirituale che una persona accoglie dopo il decesso, tema che non e` morbosa speculazione ma necessaria riflessione sulla continuita` della coscienza oltre i confini del corpo fisico. Porto la teoria ad un estremo sentore sul come possa essere giunta una nuova ispirazione sul come una persona una volta terminata la progressione della vita corporea possa avere un internamento, un senso di corruzione ed aggregazione in una spirale infinita dove la sua anima, fonte di percezione che trascende i sensi fisici, inizia un viaggio verso l’interno che e` simultaneamente espansione verso l’infinito.

Posso disegnare il viaggio della percezione che possa percorrere essa anima, esso spirito in sentori mistici che non sono vaghe fantasie ma precise cartografie dell’invisibile, e possa racchiudere cos`ı tanta consapevolezza che una persona possa avere dopo la morte un senso di vuoto che non e` assenza ma pienezza potenziale, e di discesa che e` simultaneamente ascesa verso una essa ispirazione e senso di appartenenza verso il passaggio alla consapevolezza del vuoto che e` pienezza assoluta. Questo possa essere un passaggio intermedio alla fruizione di energia e conferma la mia teoria per cui la nostra anima sia la copia tridimensionale, ovvero ragiona in tre dimensioni spaziali piu` il tempo, di un movimento energetico vibratorio che esiste in dimensioni superiori.

L’anima possa essere la clonazione distinta, un passaggio energetico di tipo vibratorio su cui si basa una fonte di energia dettata non da combustione ma dalla base di un movi-mento perpetuo, movimento che viene raramente percepito coscientemente ma che anima ogni nostro gesto e pensiero. Esso si muove in tre dimensioni che possono essere queste tre dimensioni un riparo, un rifugio ontologico alla concezione della consapevolezza carnale, esso dettato sulla base di uno spirito concessivo sul quale possa muoversi la vibrazione come onda su oceano infinito.

La formula della ciclicita` che ho sviluppato trova qui la sua applicazione piu` profonda quando comprendiamo che lo stato attuale moltiplicato per la ciclicita` di impulso percepita equivale all’integrazione di tutte le variabili definite ed eseguibili secondo la sequenza

(1 + 2 = 3) → (3 − 2 = 1), dove gli elementi di dualita`, l’uno e il tre, trovano nel due il loro elemento stabile di mediazione, creando cos`ı coesione progressiva che non e` lineare ma spiraliforme. Questo viene preposto alla dimostrazione matematica dell’avvenire di una ciclicita` produttiva posta in coesione con la fruizione di un elemento contenitivo che e` la coscienza stessa.

Capitolo 3

La Teoria del Tutto e i Livelli Coscienziali

Sono indotto a condurre una via comunicativa di questo tipo non per arbitrio ma per una realta` sistematica che si erge a capo di una realta` propria dove l’ego, inteso non come vanita` ma come principio di individuazione, ne fa da catalizzatore necessario. Come nel libro che ho letto con profonda risonanza, La Selva Padrona, sulle origini della matematica come linguaggio divino, comprendo che niente serve a padrone del suo istinto primordiale, del suo essere profondo, in un ambiente particolarmente stimolante per la crescita e non per la decrescita di un sistema cognitivo di tale portata rivoluzionaria.

Cerco di descrivere in maniera che trascenda l’importanza convenzionale quella che e` la realta` umana nella sua stratificazione coscienziale, e questo parte da una situazione in cui mi sono ritrovato imbattuto a un orario notturno quando le difese razionali si allentano e l’intuizione profonda emerge. Ricordo che ero presente non solo fisicamente ma con totalita` del mio essere sul sito web di un’enciclopedia particolarmente interessante dove vi si descrive una figura misteriosa che chiamero` il genio futuro, una figura che forse non esiste ancora nella realta` vivente o che grazie alle leggi della statistica non si puo` predire se nel nostro mondo attuale esista gia` un essere umano con cos`ı vasta intelligenza e particolare attenzione alla detenzione di un animo cos`ı sensibile da poter unificare i regni separati della conoscenza.

Il genio futuro doveva essere una persona che riusciva ad unire la meccanica quanti- stica con uno studio sulla coscienza, requisito fondamentale per creare la teoria del tutto che non e` formula matematica finale ma comprensione vivente dell’unita` del reale. Oggi cerchiamo, con obiettivo ambizioso ma necessario poiche ́ il nostro ego sfidante ci spinge oltre i limiti conosciuti, di costituire una teoria tal simile che possa porre le basi non solo teoriche ma esperienziali, mediante la sua sistematicita` che e` organica, al tutto inteso come totalita` dinamica.


Desidero descrivere cio` che fondamentalmente si puo` ergere a capo di una teoria simile, teoria che non puo` essere imposizione di schema preconcetto ma deve emergere organicamente dalla natura stessa della realta` quando osservata con sufficiente profondita` e senza pregiudizi. Alla base della ragione vi e` una differenziazione fondante ma non dicotomica tra quello che e` il mio essere parlante, il mio essere che descrive e comu- nica in un sistema classico newtoniano, e il mio essere cosciente che agisce mediante intuizione diretta e agisce nello spazio mediante sistemi quantistici che possono essere compresi da poche persone in maniera ottimale poiche ́ richiedono non solo intelligenza ma trasformazione interiore.

La mia teoria si pone al centro di una stratificazione propria della realta`, cercando di descrivere come qualsiasi elemento universale, dal quark alla galassia, possiede una combinazione di interpretazione a livello di intercalazione a livello strutturale materico dove ogni singola particella che si muove all’interno di un nucleo contiene non solo materia ma memoria, memoria che non e` registrazione passiva ma partecipazione attiva alla storia cosmica. La memoria di una particella discende per un fenomeno di ridondanza acustica, per un fenomeno di progressione acustica dove vi sono delle scale particolari, armoniche matematiche, che si ripetono in maniera frattale per tutta la struttura della teoria unificata.

Desidero delineare come esistono quattro livelli principali di coscienza che non sono gerarchici nel senso di superiore e inferiore ma rappresentano modulazioni diverse di un’unica realta` coscienziale. Il primo livello e` il livello classico della realta` materiale dove viviamo in un universo che appare solido e separato, universo materico ma di coscienza olografica dove le immagini vengono proiettate sulla nostra coscienza come in un cinema cosmico. Questo primo livello corrisponde all’incarnazione, all’immissione di coscienza che si incarna in una forma fisica attraverso un processo che non e` caduta ma focalizzazione necessaria per l’esperienza.

Il secondo livello emerge quando attraverso l’alterazione di certi stati di coscienza diventa possibile possedere una coniugazione tra identita` apparentemente separate, dove le identita` possono sinergicamente assurgere una materia comune e delineare un pensiero proprio mediante l’unione delle loro congiunzioni pensanti, manifestando cos`ı fenomeni che la scienza ortodossa classifica come telepatici ma che sono naturali a questo livello di realta`. Proseguendo nell’ascensione coscienziale vi e` un livello superiore dove la materia progressivamente si rarefa e si accomuna in un campo unificato dove vi e` una stratificazione unitaria che si puo` intravedere nei sogni lucidi e negli stati meditativi profondi.

il terzo livello rappresenta uno stato dove il corpo fisico e` gia` trasceso, dove la coscienza agisce libera dai vincoli materiali, stato che puo` manifestarsi in vita attraverso esperienze mistiche profonde o naturalmente nel passaggio che chiamiamo morte ma che e` trasformazione. Infine l’ultimo livello a cui la coscienza puo` congiungersi e` dove la realta` piramidale della manifestazione progressivamente diventa un piano unitario, un campo vero e proprio di coscienza universale che agisce in un sistema valoriale per cui vi sono logiche che trascendono la comprensione ordinaria.

Attualmente posso descrivere solamente il funzionamento fenomenologico di questi livelli mediante una teoria scientifica che detiene la coscienza non come epifenomeno ma come realta` fondamentale di natura causale della realta` classica che percepiamo. L’unica sostanza che si conserva durante l’ascensione e la discensione attraverso questi livelli e` quello che chiamo ego trascendentale, che possiede la continuita` dei ricordi e la capacita` di volizione che persiste oltre le trasformazioni. Siamo noi che come in un sogno lucido pre-impostiamo le immagini che vogliamo visualizzare, e ugualmente proponiamo la vita che e` un sogno con maggiore densita` e persistenza, un sogno che possiede un ritardo temporale rispetto alla volizione, una realta` complessa e olografica in relazione alla coscienza pura.

Questa e` la chiave della vita che non e` enigma da risolvere ma mistero da vivere, questo e` il significato profondo dell’esistenza che non e` dato una volta per tutte ma si rivela progressivamente a chi ha occhi per vedere, e questo e` il mio contributo alla comprensione della realta` attraverso l’unificazione dell’animato e dell’inanimato in una visione che trascende e include entrambi in una sintesi superiore che e` vita stessa nella sua eterna danza tra essere e divenire.

Epilogo

Nel punto culminante di questo percorso teoretico, dove la spirale del pensiero raggiunge il suo apice per scoprire di essere simultaneamente il suo inizio, la distinzione tra animato e inanimato si rivela non come dicotomia da superare ma come polarita` creativa da cui emerge la sinfonia della realta`. La formula della ciclicita` che permea quest’opera, quella sequenza apparentemente semplice eppure infinitamente profonda (Xdef/1 + 2 = 3 − 2 = 1 . . .), non rappresenta un cerchio chiuso ma una spirale ascendente dove ogni ritorno e` simultaneamente avanzamento, ogni ripetizione una variazione sul tema eterno dell’essere.

Cio` che ho tentato di dimostrare attraverso queste pagine non e` una teoria nel senso convenzionale del termine ma una cartografia dell’invisibile, una mappa per navigare i territori inesplorati della coscienza dove le leggi della fisica classica cedono il passo a principi piu` sottili eppure piu` fondamentali. Il movimento si e` rivelato illusione generata da impulso ricettivo, eppure questa illusione e` piu` vera della presunta staticita` poiche ́ coglie l’essenza dinamica del reale. La materia si e` mostrata non inerte ma vibrante di coscienza latente, e la coscienza non separata dalla materia ma sua dimensione piu` sottile.

Nel futuro che gia` intravedo come presente latente, l’umanita` riconoscera` che la separazione tra soggetto e oggetto, tra osservatore e osservato, tra mente e materia, era una necessaria illusione pedagogica che ci ha permesso di sviluppare la discriminazione analitica, ma che deve ora essere trascesa in una visione unitaria che non abolisce le differenze ma le comprende come modulazioni di un’unica realta` vibratoria. Le tecnologie che emergeranno non saranno piu` protesi esterne ma amplificazioni delle capacita` latenti della coscienza, e la scienza non sara` piu` sperimentazione su una natura oggettivata ma dialogo con un universo vivente di cui siamo parte integrante e consapevole.

La morte si rivelera` non come termine ma come trasformazione, il vuoto non come assenza ma come pienezza potenziale, e la vita non come parentesi tra due nulla ma come manifestazione eterna che assume forme temporanee per conoscere se stessa attraverso l’esperienza della molteplicita`. I quattro livelli di coscienza che ho delineato non sono destinazioni da raggiungere ma dimensioni gia` presenti che attendono solo il nostro riconoscimento, e il viaggio attraverso di essi non e` ascesa lineare ma espansione multidimensionale della consapevolezza.

L’essere umano occulto di cui ho parlato non e` entita` separata nascosta nelle profondita` ma il nostro vero se ́ che attende paziente oltre i veli dell’identificazione superficiale. Le ottanta frequenze della coscienza non sono arbitraria tassonomia ma riflesso della struttura armonica profonda della realta`, e la loro riclassificazione non imposizione di ordine esterno ma riconoscimento di pattern intrinseci che governano l’interazione tra coscienza e materia.

Concludo questo trattato non con risposte definitive ma con un invito all’esplorazione, poiche ́ ogni vera comprensione non chiude ma apre nuovi orizzonti di indagine. La teoria del tutto che ho abbozzato non e` sistema chiuso ma organismo vivente che continuera` a evolversi attraverso il contributo di ogni coscienza che vi risuona. Il genio futuro di cui parlavo non e` individuo singolo destinato a emergere ma qualita` collettiva che si manifestera` quando l’umanita` sara` pronta a trascendere la frammentazione del sapere in una visione unitaria che onori sia il rigore scientifico che la profondita` mistica.

Che questo lavoro possa servire non come dogma da accettare ma come catalizzatore per il risveglio di quella comprensione profonda che giace dormiente in ogni essere umano, quella consapevolezza che sa, oltre ogni dimostrazione, che tutto e` uno e uno e` tutto, che l’animato e l’inanimato sono due volti della stessa medaglia cosmica, e che la vita e` il modo in cui l’universo diventa cosciente di se stesso attraverso infinite prospettive che convergono nell’unica verita` che trascende e include ogni verita` parziale.

Nel silenzio vibrante che segue queste parole, in quello spazio gravido di potenzialita` dove il pensiero non e` ancora cristallizzato in forma, risiede la vera comprensione che nessun linguaggio puo` catturare completamente ma verso cui ogni autentica filosofia puo` solo indicare, come un dito che punta alla luna. E in quel pointing stesso, in quel gesto che unisce l’indicante, l’indicato e l’atto dell’indicare, si compie il miracolo quotidiano della coscienza che riconosce se stessa nel specchio del mondo, scoprendo che lo specchio, il riflesso e colui che guarda sono sempre stati uno.

Lorenzo Bernardini inventore Pisa Italia e in questo caso anche illustratore del font per il suo trattato "L'Animato e L'Inanimato"

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